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La festa del Noviziato, Birmania!

Bambino vestito a festa il giorno della partenza per il noviziato in monastero, Birmania.

Bambino vestito a festa il giorno della partenza per il noviziato in monastero, Birmania.


Avevo scelto di tenere un workshop di fotografia in Birmania, in quanto ne avevo sempre sentito parlare con entusiasmo da tutti coloro che avevano avuto la fortuna di andarci e che, al ritorno, ne raccontavano meraviglie. Un altro motivo sta nel fatto che, fin troppo di frequente negli ultimi decenni, si sente dire: “Devi visitare quel Paese meraviglioso, prima che cambi”! Sarebbe da chiedersi come mai quasi tutti i Paesi meravigliosi (Venezia inclusa) sentano l’impellente esigenza di cambiare in peggio, e mi viene in mente una frase del Mahatma Gandhi che, parlando una volta dei cambiamenti del suo Paese, una volta disse: “Non sarebbe necessariamente un progresso per l’India se si limitasse ad importare l’infelicità dell’Occidente”. Un altro motivo per scegliere la Birmania era il fatto che non ci ero mai stato, come invece nei Paesi vicini quali Cambogia e Vietnam e India, e quindi ero curioso. Chissà se il motivo di fondo che mi spinge a tenere anche i Photo Tour a Venezia risieda anche nel fatto che voglio avere quante più occasioni possibili per vedere questa città, “prima che cambi”…
Quindi un bel giorno mi ritrovo sulla strada che da Yangoon porta a Bagan, cioè dalla capitale della Birmania alla famosa valle delle pagode. Ho 12 studenti al seguito e ai lati del nostro pullmino la campagna Birmana scorre veloce, e porta via con sé le storie delle persone che incrociamo: monaci col tradizionale saio bordeaux, contadini che tornano dai campi sul carro trainato da buoi, donne alla fonte, oppure giovani e vecchi e bambini, tutti sullo stesso scooter e senza casco, a meno che non abbiano riciclato un vecchio elmetto da guerra per l’occasione.
L'elmetto militare usato come casco per lo scooter.

L’elmetto militare usato come casco per lo scooter.


Cosa avranno vissuto oggi tutte queste persone, chi avranno incontrato? La loro giornata è scorsa lenta, scandita dal muoversi del sole, senza affanni, se non quello di riuscire a portare a casa la sera il necessario per vivere? L’aria condizionata ci tiene in un ambiente asettico, e non posso fare a meno di pensare che contrasti molto col paesaggio che si muove fuori dal finestrino, un paesaggio fatto di odori, calura, umidità e suoni. Ad un tratto Han, la nostra guida, nota un villaggio, addobbato per le feste speciali, e ci chiede se vogliamo fermarci. Beh, nell’incertezza… perché non provare? Rispondo di sì, e scendiamo. Sulla destra della strada principale una densa nuvola di fumo esce dal tendone sotto al quale un nutrito numero di uomini sta mescolando con dei bastoni di legno le varie pentole su cui bolle il cibo per la festa. 20150114BirmaniaL1003209
Dalla parte opposta una semplice, ma spaziosa casa, la prima del villaggio, forse si tratta di un bar riadattato, oppure di una costruzione ad uso pubblico, presenta entrambi i portoni spalancati e decine di sandali a infradito lasciati fuori in disordine ad aspettare. Nessuno dei miei studenti osa entrare, quindi mi avvicino io rispettosamente e saluto chi sta all’interno. Mi fanno cenno di entrare, mi tolgo le scarpe e mi trovo dinanzi ad una moltitudine di uomini, donne e bambini, tutti indaffarati. La festa del noviziato! Non c’è una data precisa per questa festa, e trovarne una è una vera fortuna. Bisogna sapere che in Birmania i bambini vengono quasi tutti mandati a studiare presso i monasteri, dove faranno per un certo tempo la vita del monaco, oltre che studiare ed imparare a leggere e scrivere. Per molti ciò significa l’unica possibilità di andare a scuola, e l’osservanza di molte regole, tra cui, oltre a quelle generali di comportamento, quella di chiedere l’elemosina all’alba, e il divieto di consumare pasti dopo mezzogiorno. Per il villaggio tutto ciò è una festa, ma negli occhi dei bambini noto un profondo mare di emozioni. Sembrano spauriti, e sembrano chiedersi come mai c’è tutta quell’attenzione intorno a loro. Mi trattengo dalla tentazione di fotografare tutto ciò che vedo e mi domando: di che si tratta? Di che si tratta veramente, al di là della superficie? Non è una festa, 20150114BirmaniaL1003199

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bensi la tragedia di questi piccoli che sanno perfettamente che da domani mattina la loro vita sarà diversa, lontano da casa, e nel frattempo vedono attorno a loro gli adulti felici e indifferenti alla loro tragedia, che mangiano e bevono e li addobbano con i vestiti sgargianti. Come rendere tutto ciò in una foto? Decido di fare un po’ di silenzio a questi piccoli, trovo un luogo dove la luce sia difficile ma amica, e chiedo di poter ritrarre ad uno ad uno i bambini in quello spazio. Scelgo come sfondo il largo stipite che sta in mezzo ai due portoni di ingresso, in modo da avere la luce forte dell’esterno che disegni le guance e faccia risaltare i vestiti. Per fortuna ho con ma la fidata Leica M 240, equipaggiata col Summicron 50 mm, a cui lascio volentieri il compito di cogliere ogni sfumatura, ogni dettaglio. Presto molta attenzione alla messa a fuoco, in modo da lasciare lo sfondo leggermente sfuocato e la massima nitidezza sul soggetto. Decido per 200iso, voglio che la mia Leica M sia messa nelle migliori condizioni per poter dare il massimo, 1/60 di secondo, f 4,8. Queste sono occasioni che non capitano tutti i giorni, e voglio il top. Ho stampato recentemente un’immagine di questa serie, in dimensione originale, 50cm x 33cm, su un foglio A2 di Hanemuehle Photo Rag 310gr. Che emozione nel vedere sfumature, nitidezza, dettagli! Ogni volta che guardo questa immagine mi sembra di essere ancora lì e che il bambino mi parli, sento le voci intorno e il rumore della strada che arrivava dalle porte spalancate. Chissà che ne è stato il giorno dopo di quel bambino, magari ha trovato nuovi amici e si è avviato verso la strada della giovinezza e della vita adulta con alle spalle i giusti insegnamenti dei monaci. Chissà se torna a casa ogni tanto e se lo incontrerò al prossimo viaggio in Birmania. Se così fosse, non mancherò di portare una piccola stampa da regalare ad ognuno di loro.

Il link al mio sito:
www.marcdetollenaere.com

Il link ai miei Phototour a Venezia:
www.photowalkinvenice.com